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domenica 29 maggio 2011

Aggiornamenti dalla Spagna

Nel corso di questa settimana in Spagna sono successe un paio di cose particolarmente significative, ovvero i primi tentativi di sgombero delle piazze occupate dagli indignados e la pubblicazione dei risultati delle amministrative che, soprattutto nei Paesi Baschi, riservano alcune sorprese.

Il 27 maggio i mossos d'esquadra, l'equivalente spagnolo dei reparti mobili italiani, si sono presentati in Plaza de Catalunya a Barcellona per sgomberarla. L'azione, ordinata dal conseller Felipe Puig, ufficialmente è servita per permettere la pulizia della piazza da parte degli addetti comunali, anche se c'è chi parla di uno sgombero in vista della finale di Champions League tra Barcellona e Manchester United (ha vinto il Barça, per la cronaca). Personalmente vedo una terza opzione, ovvero una serie di sgomberi per saggiare le reazioni della piazza e dell'opinione pubblica spagnola, visto che in contemporanea veniva caricata anche la piazza di Lleida. In entrambe le situazioni i mossos hanno pienamente riconfermato la loro fama di brutalità: basta guardare i video su youtube per vedere manganellate gratuite e proiettili di gomma sparati a iosa. Vediamo cosa ci riservano i prossimi giorni, d'altra parte gli stessi indignados avevano promesso di liberare le piazze entro lunedì, se non ricordo male. Chissà se i fatti di Barcellona e Lleida e il tracollo di PSOE cambieranno qualcosa.

A proposito di elezioni sono molto interessanti i risultati delle amministrative nei Paesi Baschi. Infatti le forze indipendentiste hanno ottenuto un ottimo risultato. Se il Partito Nazionalista Basco (PNV) è diventato primo partito, Bildu - la coalizione della sinistra indipendentista nata dalle ceneri di Sortu, partito dichiarato illegale a marzo 2011 - ha ottenuto il 26% delle preferenze, divenendo la seconda forza politica. Inoltre ha ottenuto la maggioranza dei seggi nei consigli comunali - in totale 1138 - anche in centri importanti come Bilbao, Pamplona e San Sebastian. Il risultato ha impensierito non poco sia il PSOE che l'opposizione del PP, tanto che il quotidiano conservatore El Mundo ha parlato di "grave problema politico". Come reagirà Madrid? Dichiarerà di nuovo illegale Bildu - era già successo all'inizio di maggio, ma successivamente il Tribunale Costituzionale annullò il provvedimento - o agirà contro i singoli consiglieri e/o sindaci accusandoli di presunte connivenze con l'ETA?

sabato 21 maggio 2011

La prima "rivoluzione" europea

 Dal 15 maggio migliaia di persone sono in piazza a Puerta del Sol a Madrid per protestare contro le politiche governative e contro l'austerità, protesta che si è allargata a macchia di leopardo in più di un centinaio di altre località spagnole. Che la Spagna sia diventata la nuova tappa del contagio delle rivolte tunisine ed egiziane? Che Puerta del Sol sia diventata la prima piazza Tahrir d'Europa? A mio avviso sì.

Partendo dal presupposto che le rivolte maghrebine non sono state "rivolte del pane", come i media italiani hanno cercato di far credere, la situazione spagnola - e anche quella italiana - non differisce molto da quella dei paesi toccati dalle sommosse popolari dell'inverno 2011. Partendo da un dato meramente economico è facile trovare un comune denominatore: la condizione dei giovani. Parliamo infatti di situazioni in cui vi è una altissima disoccupazione giovanile - in Spagna ha raggiunto il 45% - mentre chi ha la "fortuna" di lavorare lo fa in condiziomi di sfruttamento e di precarietà, soprattutto se ha raggiunto un livello di scolarizzazione alto, in cambio di salari da fame e incapaci di soddisfare anche solo i bisogni primari di un individuo. Sono i famosi "cinquecent'euristi", termine nato in Portogallo per descrivere, appunto, tutta quella gamma di lavoratori - operatori di call center, co.co.co, co.co.pro, etc - il cui stipendio mensile si aggira intorno ai 500 euro mensili, appunto.

Se a questo aggiungiamo anche un dato politico, il quadro si delinea nella sua interezza. Abbiamo a che fare, infatti, con classi politiche completamente avulse dal tessuto sociale dei loro paesi e del tutto autoreferenziali. Senza contare una certa vena di autoritarismo - per non dire di peggio - che in Spagna si manifesta in massima parte in Heuskal Herria, i Paesi Baschi. Qui infatti il PSOE di Zapatero non si fa problemi a presentare liste congiunte col PP (Partito Popolare) per formare un blocco compatto contro la sinistra indipendentista basca, ammesso che questa riesca a presentare le proprie liste. Senza contare gli arresti arbitrari di chi milita nelle organizzazioni basche. Il discorso sulla repressione spagnola nei confronti della popolazione basca è estremamente lungo e complesso e non mi dilungherò oltre. Magari farò un post ad-hoc in futuro.

Il Movimiento 15M è stato paragonato da alcuni quotidiani iberici al Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo - personaggio che non gode della mia simpatia - e il comico ligure ha perso una ottima occasione di rimanere zitto. E' arrivato, infatti, a dire che «il 2011 potrebbe diventare come il 1848, quando le vecchie istituzioni vennero travolte» (fonte). Innanzitutto i moti del 1848 furono espressione di quella borghesia che reclamava ad alta voce una fetta più o meno consistente di potere, mentre oggi in piazza ci sono migliaia di ragazzi che non riescono ad arrivare nemmeno alla metà del mese, costretti a vivere da "reclusi" perchè quella birra presa con gli amici il sabato sera potrebbe rivelarsi letale per le proprie finanze. Un paragone piuttosto improprio oserei dire, senza contare che i moti del '48 cambiarono poco o nulla le condizioni del "popolino", mentre migliorarono enormemente quelle della borghesia che, forte del suo neoconcesso diritto di voto, potè iniziare a costituirsi in "casta". 2011 come 1848, abbattere una casta per sostituirla con un'altra? No, grazie.

In Italia? Per il  momento calma piatta, se non per qualche sit-in e flash mob in giro per lo stivale, un'ora e poi tutti a casa. D'altra parte lo sappiamo, è molto più facile cliccare "mi piace" ai link su Facebook piuttosto che incazzarsi veramente.